• “Tutto nella vita è altrove…e ci si arriva in auto”
    (Elwyn Brooks White, 1942)

  • 8.11.13
    ZF e LevantPower stanno per lanciare sul mercato sospensioni in grado di produrre energia dal solo movimento dell’ammortizzatore 

    Le soluzioni per recuperare energia elettrica nelle auto moderne sono già molte ma la fantasia degli ingegneri sembra non avere più confini. E di pochi giorni fa la notizia di un accordo sottoscritto tra le società ZF e Levant Power con sede in Massachusetts, USA, per lo sviluppo del “GenShock”, il primo sistema al mondo di sospensioni completamente attive per il recupero dell'energia. Dopo anni di studi per rendere efficace tale tecnologia sembra finalmente arrivato il momento per la produzione (guarda il video).

    Il cuore del sistema GenShock comprende una valvola di nuova concezione con una propria unità di controllo, un motore elettrico e una pompa ad ingranaggi elettroidraulica. Il flusso d'olio nell'ammortizzatore è regolato per offrire massimo comfort, sicurezza e prestazioni, con una resa simile alle tradizionali (e costose) sospensioni attive. L'energia viene recuperata proprio dal movimento dell'ammortizzatore e può essere utilizzata sia per la regolazione attiva della sospensione stessa, sia come supporto generale agli accumulatori del veicolo, permettendo un ulteriore risparmio (guarda il video).

    Come fa notare la ZF, l’effetto è più efficace quando si cammina su strade dal fondo particolarmente dissestato, situazione da noi alquanto comune. In un momento in cui l’offerta di propulsori ibridi sta crescendo vistosamente, per i quali le frenate rigenerative sono già un supporto importante, il nuovo sistema di recupero energetico potrà rivelarsi di grande aiuto. E potrebbe trovare, quindi, ampi consensi tra i produttori di auto.

    Oltre che nelle automobili, la nuova tecnologia potrebbe rivelarsi molto efficace anche nel settore degli autotrasporti. Sembra infatti che gli assali di maggiori dimensioni dei Tir siano in grado di fornire la massima raccolta di energia. Di sicuro, considerando lo stato in cui versano le nostre strade, in Italia il nuovo sistema riuscirebbe ad ottenere sempre il massimo recupero energetico. Magra consolazione.


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