• “Tutto nella vita è altrove…e ci si arriva in auto”
    (Elwyn Brooks White, 1942)

  • 16.10.13
    Tutte le alternative per affrontare al meglio le strade anche nelle peggiori condizioni climatiche 

    Il 21 dicembre è il giorno in cui entreremo ufficialmente nella stagione invernale ma già da oggi molti automobilisti sono alle prese con l’acquisto delle cosiddette gomme termiche, ossia quei pneumatici che consentono di affrontare in tutta sicurezza anche strade innevate o ghiacciate. E fanno bene. E’ infatti opportuno cominciare ad attrezzarsi per tempo, non fosse altro per una motivazione economica: più le temperature si abbasseranno, più i prezzi delle gomme invernali tenderanno ovviamente a lievitare. Vediamo allora di capire bene come funzionano questi pneumatici, quanto costano e quali alternative propone oggi il mercato.

    Innanzitutto le gomme termiche sono equiparate per legge alle catene da neve. Questo significa che in caso di strade in cui sia presente l’obbligo di portare a bordo o montare catene da neve, le auto dotate di pneumatici invernali potranno circolare liberamente. Per accertarsene, basta verificare che sul fianco del pneumatico ci sia stampata la dicitura “M+S”, ossia “mud & snow” (fango e neve). Un aspetto da non sottovalutare affatto. Ogni anno sono sempre più numerose le strade (statali, superstrade o provinciali che siano) in cui è presente l’obbligo di circolare con catene o pneumatici da neve per tutto il periodo invernale. Anche in giorni, quindi, in cui non è presente neve sulla strada e si è quindi passibili di multa se, nel corso di un controllo, l’auto fosse sprovvista di tali ausili.

    Altro discorso riguarda la sicurezza stradale. Ad oggi questo tipo di pneumatico è la migliore scelta possibile per affrontare strade coperte da neve o ghiaccio. Ma non solo. Un altro aspetto che spesso viene sottovalutato nel periodo invernale è la temperatura. Un pneumatico estivo ha una resistenza molto limitata alle basse temperature e questo comporta inevitabilmente un rapido decadimento delle prestazioni (e quindi della sicurezza) già al di sotto dei 7° C. Viceversa, le gomme termiche sono costruite con una mescola che permette di mantenere inalterate le prestazioni anche a bassissime temperature. La differenza sulla neve la fa poi il disegno del battistrada. Sui pneumatici invernali sono presenti dei micro intagli che permettono di “aggrapparsi” con molta più facilità alla neve presente sull’asfalto rispetto a qualsiasi altro pneumatico “convenzionale”.

    Chi ha provato almeno una volta a guidare su neve con entrambi i pneumatici può capire la differenza. Non è solo una questione di tenuta di strada. In caso di frenata su ghiaccio o neve, magari in discesa (situazione tutt’altro che rara in montagna), anche a bassa velocità l’auto dotata di gomme estive rischia di scivolare a ruote bloccate per decine di metri e senza controllo. E tutti i dispositivi elettronici di bordo non potranno fare nulla per arrestarla.

    Veniamo ora all’aspetto economico. Molti sono ancora convinti che montare due treni di gomme nel corso dell’anno sia più oneroso che averne uno soltanto (il costo medio delle gomme termiche è più elevato di circa il 10/20%). In realtà non è proprio così. Un recente ed accurato studio del Politecnico di Torino ha dimostrato addirittura che alternare pneumatici invernali/estivi nel corso dell’anno consente, nel complesso, di risparmiare mediamente 40 euro rispetto all’utilizzo di soli pneumatici estivi più catene. Al di là di quanto emerso da questa curiosa ricerca, va da sé che avere due treni di gomme permette a queste di usurarsi in maniera minore e più graduale proprio perché verranno utilizzate molto di meno rispetto ad un solo treno. Una sorta di investimento a lungo termine. Quindi, considerando pure la necessaria sosta dal gommista per il cambio pneumatici ad ogni stagione (circa 40/50 euro), anche se il vantaggio economico si dovesse ridurre a zero non ci sarebbero dubbi sulla scelta di montare gomme termiche d’inverno in virtù dell’impareggiabile guadagno in termini di sicurezza.

    Chi non fosse ancora convinto, o semplicemente frequenta solo sporadicamente zone a rischio neve, può comunque sempre ripiegare sulle solite catene. Il mercato ne offre di tutti i tipi e prezzi: si può spaziare da un minimo di 20 euro fino anche a 300 euro e oltre. Ovvio che le catene comportano il disagio di dover essere montate e smontate in caso di bisogno. Un’operazione non sempre alla portata di tutti, soprattutto considerando la condizione precaria in cui ci si troverà a dover operare (neve, vento, freddo, scarsa visibilità, mancanza di spazi sicuri dove fermarsi, ecc.). Da molti anni esistono anche i cosiddetti “ragni”. Si tratta di un surrogato delle catene in materiale plastico che vengono montati sulle ruote in caso di necessità con semplice incastro. Basta solo montare ad inizio stagione sui bulloni delle ruote una piccola borchia di plastica che fungerà da attacco per il ragno stesso. Molto pratici ma anche molto costosi (oltre 250/300 euro).

    Negli ultimi anni hanno fatto la loro comparsa anche la “calze” da neve. Un accessorio invernale
    molto pratico soprattutto in caso di emergenza. Si tratta di una vera e propria calza che, in caso di neve, si monta facilmente sui pneumatici che hanno la trazione. Essendo fatti di un materiale elastico ma anche antiattrito, consentono di cavarsela in presenza di una leggera nevicata. Sono poco resistenti ma in compenso sono pratiche ed hanno un prezzo di acquisto abbordabile (da 40 euro in su). Da anni, però, esiste una disputa legale tra il principale produttore di calze da neve (la norvegese Autosock) e il Ministero dei Trasporti che continua ancora oggi a suon di ricorsi al Tar. Le calze sono considerate “legali” ma non equiparate alla catene. Morale: su strade dove vige l’obbligo di catene a bordo si è passibili di multa.

    Un’alternativa simile sono anche le cosiddette “fascette” o “cinture” da neve: cinque piccole cinture di materiale plastico che si allacciano singolarmente ad ogni cerchione e che permettono di cavarsela su neve e ghiaccio grazie a delle punte metalliche che toccano terra. Sono molto facili da montare e abbastanza economiche ma, al pari delle calze, non sono equiparate alle catene.

    In conclusione, la scelta delle gomme termiche risulta quella più opportuna se si vuole affrontare in tutta sicurezza strade innevate per tutto il periodo invernale e nel contempo essere in regola con il Codice della Strada. Ma se l’idea di dover cambiare pneumatici ad ogni stagione non vi convince ancora….sappiate che esiste un’ultima possibilità: le gomme “4 season” (quattro stagioni). Come dice il nome stesso, sono adatte ad ogni stagione: la mescola con cui sono costruite ed il particolare disegno del battistrada consentono a questi pneumatici di cavarsela anche alle basse temperature e sotto la neve. E, cosa fondamentale, sono anch’esse omologate M+S. Le “vere” gomme termiche saranno sicuramente più performanti sulla neve, ma è indubbio che, soprattutto per chi affronta strade di montagna solo poche volte l’anno, le 4 season possono rappresentare un validissimo compromesso.


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