• “Tutto nella vita è altrove…e ci si arriva in auto”
    (Elwyn Brooks White, 1942)

  • 4.3.13
    Dal 14 marzo scattano gli ecoincentivi: fino a 5.000 euro di contributo. Me le polemiche sono già molte.

     Sono finalmente in arrivo gli incentivi per acquistare veicoli ecologici. Le agevolazioni avranno uno stanziamento complessivo di 120 milioni di euro e saranno valide nel triennio 2013-2015. Previsti inizialmente per il 1 gennaio, slitteranno invece al 14 marzo a causa della modifica intervenuta con la legge di Stabilità. Nonostante la soddisfazione mostrata dal Governo, sono già molte le polemiche scoppiate soprattutto a causa dell’importo veramente esiguo riservato ai privati.

    Entriamo allora nel dettaglio per capirne di più. I contributi puntano a favorire l’acquisto di veicoli ad “alimentazioni alternative” (elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a Gpl, a idrogeno) con emissioni di anidride carbonica (CO2) inferiori a 120 g/km. I veicoli in questione possono essere automobili, veicoli commerciali leggeri, ciclomotori, motocicli e quadricicli.

    Per quanto riguarda le imprese, gli incentivi sono però subordinati alla rottamazione di un veicolo che abbia almeno dieci anni di vita e intestato da almeno 12 mesi al soggetto utilizzatore o ad un familiare convivente. Nel dettaglio la normativa prevede, per i primi due anni, che vengano erogati fino a 5.000 euro per chi acquista un modello con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km, 4.000 euro per veicoli che non superano i 95 g/km e 2.000 euro per vetture con emissioni fino a 120 g/km. Nell’ultimo anno di erogazione degli ecoincentivi, cioè il 2015, la percentuale coperta dai bonus scenderà al 15%, per importi massimi rispettivamente di 3.500, 3.000 e 1.800 euro.

    I privati avranno invece diritto al bonus solo in caso di acquisto di un veicolo con emissioni inferiori o pari a 95 g/km ma non saranno obbligati a rottamare alcuna vettura. Quindi per l’acquisto di un veicolo con tali caratteristiche si riuscirà ad ottenere uno sconto di ben 4.000 euro sul prezzo di listino. Tutto oro quello che luccica allora? Polemiche infondate? Non proprio, visto che le auto con queste caratteristiche attualmente a listino si contano sulle dita di una mano: praticamente solo le ibride della Toyota e del gruppo Peugeot-Citroen. Unica alternativa è avventurarsi nell’isolato mondo delle costosissime vetture elettriche. Ma se il mercato fino ad ora non le ha premiate forse un motivo ci sarà. Inoltre, i fondi messi a disposizione dei privati ammontano ad appena 4,5 milioni di euro. Il consiglio per gli interessati è di correre al più presto dal concessionario perché è facile prevederne un rapido esaurimento.

    Lo scopo del Governo è chiaro e lodevole: incentivare la diffusione di veicoli a basse emissioni inquinanti e nel contempo togliere dalla strada le vetture più anziane, poco sicure e nemiche dell’ambiente. Purtroppo, però, l’obiettivo sarà centrato solo in parte. Forse non si è fatto abbastanza o forse è stato fatto il massimo possibile in questo momento tanto difficile per la nostra economia. Fatto sta che tutti si aspettavano degli ecoincentivi, simili a quelli varati alcuni anni fa, che fecero faville proprio perché appositamente rivolti agli utenti privati. E che riuscirono in pochi mesi a risollevare un mercato automobilistico in forte crisi. Oggi il mercato delle auto non segna rosso, bensì nero. E le previsioni per l’anno in corso non sono affatto rosee anche considerando l’utilizzo degli incentivi. In un momento tanto difficile sperare magari in un nuovo intervento in tal senso da parte del prossimo Governo è quantomeno auspicabile.

    In ogni caso, l’augurio per tutti, e non solo per gli amanti dell’auto, è che il settore torni presto a vivere una nuova vita. Fatta di ottimismo, di ecologia ma anche di nuovi modelli. A prescindere dagli incentivi.

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